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venerdì 9 settembre 2011

Un'estate di lettura

Una lunga estate, afosa e che mi ha messo alla prova sotto molti aspetti, ma che ha anche offerto tempo in abbondanza per essere trasportata da narratori fantastici su spiagge a mangiare arancini, a Roma in Chiese oscure e misteriose, e indietro nel tempo alle corti di Enrico VIII ed Elisabetta I.
Donato Carrisi, che già era riuscito ad entusiasmarmi col suo primo libro"Il Suggeritore", non ha smentito il suo talento nel suo secondo capolavoro:



Serial killer, penitenzieri, agenti alla ricerca di verità nascoste, ragazze scomparse, analizzati dalla sapiente penna di un criminologo e sceneggiatore.



Ancora crimini e delitti ma questa volta alleggeriti dall'ironia del commissario Montalbano, dalle sue mangiate in riva al mare e dalle macchiette dei suoi collaboratori.



Antonia Fraiser, storica britannica, racconta la straordinaria e tragica storia di Maria Stuart, regina di Scozia, cresciuta in Francia per sposare il re Francesco II che la renderà vedova a solo un anno dalle nozze, cattolica in una nazione protestante, vittima di rivolte da parte dei nobili scozzesi suoi consiglieri, vedova del secondo marito ucciso dai suoi uomini di fiducia, detronizzata, esule in Inghilterra, tradita dalla sua stessa cugina, Elisabetta I che la farà imprigionare e dopo citca 20 anni decapitare. Un destino crudele per una regina che non riuscirà mai a far valere  i propri diritti sul trono d'Inghilterra ma dalla quale, per ironia della sorte, discenderanno tutti i successivi regnanti Inglesi, compresa l'attuale regina Elisabetta.
Come Maria stessa ricamo' sul suo baldacchino "in my end is my beginning".

venerdì 14 gennaio 2011

Il cibo come cultura di Massimo Montanari

Massimo Montanari insegna Storia Medievale e Storia dell'alimentazione all'Università di Bologna. Autore di numerose opere tra cui Storia dell'alimentazione, Alimentazione e cultura nel medioevo, Atlante dell'alimentazione e della gastronomia.


Nel  Il cibo come cultura  , grazie ai suoi lunghi anni di studi, che gli valgono la fama di esperto mondiale,  Montanari riesce con molta chiarezza a sintetizzare il complicato e intricato rapporto tra cibo e cultura, arricchendo la celebre frase di Savarin <<Dimmi cosa mangi e ti diro' chi sei>>.
I codici di comportamento alimentare variano a seconda del tempo, dello spazio, del luogo. La storia del cibo cambia, si adatta ai mutamenti  sociali dell'uomo, dei suoi bisogni, della sua cultura.
Montanari ,per esempio, spiega l'inganno che si cela nel collegare oggigiorno il cibo al concetto di natura, in una visione romantica di spontaneità, esso è infatti in realtà un prodotto della cultura. L'uomo nei secoli ha addomesticato la natura per poter superare i limiti imposti dal Tempo,ndiversificando le specie vegetali e riuscendo cosi' ad ottenere raccolti per tutte le stagioni e inventando metodi sempre nuovi di conservazione.
Quello che noi oggi cogliamo come natura, spontaneità  è per il medioevo il prodotto di un'opera di coercizione sulla natura, piegata e usata per soddisfare i bisogni umani. 


La storia della cucina rientra in questo continuo mutare di schemi e valori a seconda dei tempi, dei luoghi e delle abitudini di una società. La cucina nel Medioevo è soprattutto arte, distanza dalla natura: i cuochi non rispettano le qualità originarie dei prodotti ma le modificano perchè l'uso del  fuoco, il dominio sulla natura, la capacità di piegare questa  al nostro volere sono segno di civiltà, è cio' che distingue l'uomo dagli animali.
Nell'Europa del Settecento invece, sotto le influenze del razionalismo illuminista e la passione protoromantica, nasce il fascino per una cucina semplice, preculturale e tendenzialmente cruda.  (nell'utopia naturalista di Jean Jacques Rousseau il buon selvaggio non cucina ed è felice)


Quando si parla di cibo e' difficile poi creare confini precisi, destinare un alimento ad una determinata sfera sociale o ad un particolare uso. Come è possibile dedurre dai ricettari medievali e rinascimentali, cibi che sono tipici di una classe povera(la pasta o la polenta) riescono a trovarsi anche sulle tavoli  nobili grazie all'aggiunta di ingredienti nobili o all'accostamento di vivande ricercate. 


"Ogni cultura, ogni tradizione, ogni identità è un prodotto della storia, dinamico e instabile, generato da complessi fenomeni di scambio, di incrocio, di contaminazione."

Inutile quindi, parlando di cultura alimentare, ricercare origini e identità precise. Montanari invita quindi ad abbandonare la paura per il diverso, perchè proprio il contatto con il nuovo, con realtà a volte anche conflittuali, si generano varietà e ricchezza. 
  



















mercoledì 5 gennaio 2011

Alla scoperta di Jill Barklem

Ho spiegato all'inizio che sono state le atmosfere dei disegni di Jill Barklem a far nascere in me l'amore per la cucina e il cucito, quindi vorrei spendere qualche parola per spiegare chi è esattamente questa disegnatrice fantastica e soprattutto mostrare le sue opere.

Jill Barklem è nata a Epping (essex) nel 1951, dove tuttora vive con il marito e i figli. A tredici anni il distacco della retina le ha impedito di continuare a dedicarsi ai giochi e alle attività sportive, cosi' ha sviluppato l'innata passione per l'osservazione della natura e deciso successivamente di iscriversi alla St. Martin's School of Art di Londra. 
Suo modello dichiarato è Arthur Rackham,  illustratore inglese del periodo vittoriano ricordato soprattutto per le illustrazioni di opere per bambini come  Alice nel Paese delle Meraviglie e il Paesaggio di Boscodirovo è quello del Lake District (il medesimo di Beatrix Potter) molto familiare a Jill.
Jill si dedica dodici anni alla preparazione della raccolta delle sue prime quattro storie: Le quattro stagioni di Boscodirovo.


Storie infatti che all'apparenza sembrano molto semplici nascondono un'accurata e minuziosa ricerca da parte di Jill:  "il perchè sta nella mia pignoleria. Ogni fiorellino deve avere il giusto numero di petali e crescere nel posto giusto al momento giusto e non c'è cosa che facciano i topolini che non sia assolutamente congruente alle loro possibilità e al piccolo mondo nel quale si muovono".


Le storie di Boscodirovo sono:
Le quattro stagioni (1980)
La scala segreta(1983)
Avventura sui monti (1986)
Storia di mare (1990)
Papaverina e i bambini (1994)
Dei gravi problemi agli occhi hanno poi costretto Jill ad una lunga pausa, infatti, già  durante la preparazione delle ultime illustrazioni di "Papaverina e i bambini " disegno' riuscendo a vedere solamente metà della pagina.

In Italia è molto difficile procurarsi tutti suoi libri, esistono delle edizioni economiche


e una raccolta uscita nel 2009.




Tutto un altro discorso per la Gran Bretagna, dove si possono trovare facilmente le prime edizioni e vari gadget relativi al fantastico mondo di Boscodirovo...noi possiamo solo affidarci a e-bay.

Tra i gadget di cui parlavo ecco il servizio da te' delle Quattro stagioni. potevo perdermelo????






I miei libri preferiti dell'infanzia conservati con cura!!! Grazie mamma per l'ottima scelta!!!